Nel nostro studio legale, crediamo che il diritto e l’arte siano legati dalla stessa capacità di dare forma e struttura alle idee. Per questo, offriamo il nostro spazio per ospitare mostre d’arte contemporanea, dando voce ad artisti emergenti e affermati.
Questa iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di mecenatismo, frutto della passione per l’arte di alcuni membri del nostro team e del desiderio di promuovere la cultura contemporanea, impegno che si riflette anche in altre attività di responsabilità sociale svolte dai nostri soci. Vogliamo offrire agli artisti uno spazio dove esporre le loro opere, favorire il dialogo con il pubblico e contribuire così alla crescita della scena artistica.
Per noi, l’arte rappresenta una forma di espressione che va oltre la bellezza visiva: è un ponte verso nuove idee e prospettive, un valore che, come il diritto, richiede sostegno e tutela.
Dal 2023 Stefano Paulon sposa il mecenatismo dello Studio, coordinando il programma di eventi e mostre d’arte contemporanea, occupandosi della selezione degli artisti, dell’organizzazione e della direzione artistica degli allestimenti, in dialogo con gli spazi e l’identità dello studio.
a cura di Stefano Paulon
Lo Studio Laruffa Bottinelli Avvocati Associati presenta PERFETTAMENTE IMPERFETTI, una mostra di Flo Noseda a cura di Stefano Paulon.
dal 22 Maggio al 27 Giugno 2026 (su appuntamento)
OPENING: Giovedì 21 Maggio | ore 18:00 – 21:00
R.S.V.P.: info@lbaa.it
Via Marcello Malpighi, 4
20129 Milano
Da Lunedì a Venerdì, ore 9:00 – 18:00
(su appuntamento)
Tel: 02 29 52 25 26
Una ciotola rotta accoglie il visitatore all’inizio del percorso espositivo. È da lì che tutto comincia: dalla ferita, dalla frattura, da un momento di rottura che interrompe la continuità.
La mostra presenta una serie di ciotole e vasi in argilla realizzati e riparati attraverso la tecnica del kintsugi, antica pratica giapponese che utilizza oro per ricomporre gli oggetti spezzati. Invece di nascondere le crepe, il kintsugi le evidenzia, trasformandole in segni preziosi.
Attraverso le opere, l’artista costruisce un percorso che è insieme visivo e simbolico: ricostruire, ricomporre, respirare, levigare, svelare. Ogni fase rappresenta un passaggio verso una nuova possibilità, un modo per dare forma a ciò che resta dopo la rottura.
Le ciotole diventano metafora del corpo e del femminile: richiamano il grembo, luogo di accoglienza, nutrimento e generazione. Anche quando segnato, ferito, questo spazio continua a essere vitale, capace di trasformarsi e di rigenerarsi.
Ad accompagnare le opere, stoffe e garze sospese riportano parole e frammenti del percorso espositivo, creando una narrazione che guida il visitatore come una storia da attraversare.
“Perfettamente Imperfetti” è un invito a guardare la fragilità da una prospettiva diversa: non come qualcosa da nascondere, ma come parte integrante della nostra identità. Le crepe, illuminate dall’oro, diventano segni di resistenza, memoria e possibilità.
Flo Noseda è un’artista che vive e lavora a Como, da sempre impegnata nella ricerca interiore attraverso l’arte, le discipline orientali e la pratica del kintsugi. Il suo percorso creativo nasce dall’incontro tra pittura, materia e spiritualità, in una continua esplorazione del gesto consapevole e della trasformazione.
L’incontro, in età adulta, con le danze sacre meditative ha rappresentato una svolta profonda nella sua ricerca artistica: ogni movimento del corpo, ogni postura e ogni gesto sono diventati parte integrante del segno pittorico, rendendo il tratto sulla tela espressione di presenza, ascolto e crescita personale. Quando la superficie della tela non è più bastata a contenere questa ricerca, Flo Noseda ha iniziato a lavorare la materia, alleggerendola e trasformandola, proseguendo il segno attraverso la ceramica e l’argilla.
Nelle sue opere, l’argilla — mutevole e viva tra le mani — lascia spazio al non finito, all’imperfezione e alla possibilità di diventare ciò che deve essere. Una visione profondamente affine alla filosofia del kintsugi, dove la fragilità e le fratture diventano parte della bellezza e della memoria dell’opera.
Mostre personali e collettive, corsi e seminari dedicati alle danze meditative hanno accompagnato nel tempo il suo cammino artistico, segnato da una costante ricerca spirituale ed espressiva. Il suo lavoro racconta un equilibrio sottile tra materia e anima, nel segno di una poetica “perfettamente imperfetta”.
a cura di Stefano Paulon
a cura di Stefano Paulon
Lo Studio Laruffa Bottinelli Avvocati Associati presenta INCLASSIFICABILE, una mostra di Priscilla Salmi a cura di Stefano Paulon.
dal 29 Aprile al 20 Maggio 2026 (su appuntamento)
OPENING: Martedì 28 Aprile | ore 18:00 – 21:00
R.S.V.P.: info@lbaa.it
Via Marcello Malpighi, 4
20129 Milano
Su appuntamento
Tel: 02 29 52 25 26
Il progetto nella mostra “INCLASSIFICABILE” di Priscilla Salmi si articola in tre serie di opere dedicate alla traduzione visiva delle emozioni.
La prima serie prende avvio dalle sette emozioni universali individuate dallo psicologo Paul Ekman — gioia, tristezza, paura, rabbia, disgusto, sorpresa e disprezzo — a cui Salmi affianca una tavola ulteriore, Arousal, intesa come livello di attivazione che attraversa e modula ogni stato emotivo. Tutte le opere si basano sulla stessa immagine di risonanza fMRI, utilizzata come struttura comune. L’intervento non ha carattere descrittivo: segni e tensioni costruiti con cavi e materiali da ferramenta tracciano piuttosto traiettorie e dinamiche legate all’esperienza emotiva.
Nella seconda serie, Salmi rielabora queste strutture in forma più essenziale. Le traiettorie si condensano in geometrie leggere, presentate come ombre o riflessi delle opere precedenti. L’uso di calamite introduce una forza invisibile di attrazione e repulsione, permettendo agli elementi di restare in equilibrio senza fissarsi definitivamente. Il lavoro si sviluppa così come un sistema aperto, in cui tensione, forma e percezione restano in continua relazione.
Completa il progetto Ferite di luce, la terza serie, un’installazione composta da cinque quadrati bianchi attraversati da una fessura luminosa realizzata con sequenze di led saldati a mano — bianchi, rossi e blu. Le tavole, montate su rotelle, possono essere inserite in cornici a parete oppure utilizzate come elementi mobili, dotati di autonomia energetica tramite uscita USB e interruttore. Una catena ne consente il posizionamento verticale e il trasporto, evocando dispositivi ludici e introducendo una dimensione dinamica e relazionale che amplia ulteriormente il sistema aperto del lavoro.
Priscilla Salmi nasce a Crema, vive e lavora a Milano. Il suo percorso si sviluppa all’intersezione tra arte e psicologia, due ambiti che nel tempo ha intrecciato in modo sempre più organico.
Dopo una prima formazione in arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, intraprende un percorso in psicologia clinica, approfondendo lo studio dei processi cognitivi e comportamentali. Questa doppia traiettoria costituisce il fondamento della sua ricerca, in cui la pratica artistica diventa uno spazio di indagine e riflessione sulle dinamiche della percezione, della relazione e dell’esperienza soggettiva.
Parallelamente alla produzione artistica, sviluppa un’attività di ricerca qualitativa nei settori della comunicazione, arricchita dalla sua formazione psicologica. Il suo lavoro si concentra sull’osservazione dei comportamenti, dei linguaggi e delle modalità attraverso cui gli individui costruiscono significato, mettendo in relazione dimensione individuale e contesto sociale.
L’intreccio tra arte, psicologia e ricerca definisce il suo approccio metodologico e progettuale: un processo aperto, analitico e al tempo stesso sensibile, che si traduce in pratiche visive e concettuali orientate all’esplorazione delle strutture invisibili che guidano l’esperienza umana.
MILANO DESIGN WEEK 2026
EPIS | MONTANARO | PAULON
Lo Studio Associato Laruffa Bottinelli è lieto di presentare, nei propri spazi di Via Malpighi 4, in collaborazione con il Porta Venezia Design District, nell’ambito della Milano Design Week 2026, la mostra “3LOGY Project di Stefano Epis, Davide Montanaro e Stefano Paulon”.
dal 20 al 26 Aprile 2026 | ore 11:00 – 19:00
OPENING: Mercoledì 22 Aprile | ore 19:00 – 21:00
Via Marcello Malpighi, 4
20129 Milano
20 – 26 Aprile 2026
11:00 – 19:00
3LOGY è un progetto espositivo interdisciplinare che mette in dialogo arte, design e architettura, assumendo la forma della trilogia come principio attraverso cui leggere la complessità del presente.
La mostra si configura come uno spazio di relazione in cui opere, materiali, processi e linguaggi interagiscono tra loro, superando i confini tradizionali tra discipline. Il percorso si sviluppa attorno a tre dimensioni – materia, processo e immaginario – intese come strumenti per esplorare le trasformazioni culturali, sociali, tecnologiche ed ecologiche della contemporaneità.
Al centro del progetto emerge una riflessione sull’abitare, considerato non soltanto come spazio fisico, ma come sistema di relazioni tra individui, oggetti, ambienti e infrastrutture. Arte, design e architettura diventano così strumenti attraverso cui interrogare le forme contemporanee della convivenza, tra sostenibilità e desiderio, memoria e trasformazione, produzione e cura.
Più che proporre una lettura unitaria, 3LOGY costruisce un dispositivo aperto, capace di generare connessioni, domande e nuove possibilità di interpretazione, coinvolgendo il visitatore in un’esperienza sensoriale e concettuale in continua trasformazione.
In occasione del Fuorisalone 2026, Stefano Epis presenta una nuova ricerca che mette in dialogo arte e design attraverso il suo caratteristico linguaggio scomposto. Le opere invitano il visitatore a un rapporto diretto e tattile: possono essere accarezzate, esplorate e trasformate attraverso l’interazione, dando origine a un dialogo personale tra artista, opera e pubblico.
Con “IO”, Epis rappresenta il nostro centro nel mondo, il punto da cui osserviamo e ascoltiamo ciò che ci circonda. In questo nuovo capitolo della sua ricerca, l’artista introduce inoltre colore e trame, segnando un’evoluzione rispetto al nero che aveva caratterizzato fino ad oggi la sua produzione.
Designer industriale attivo in diversi ambiti del progetto contemporaneo, Davide Montanaro sviluppa una ricerca che attraversa sistemi tecnici, arredo, illuminazione, strutture modulari e allestimenti, con particolare attenzione a materiali, tecnologie e processi produttivi.
Il suo lavoro interpreta il design come pratica responsabile e in continua evoluzione, fondata sulla relazione tra materia, gesto e quotidianità. Al Fuorisalone 2026, Montanaro presenta un percorso immersivo in cui la luce attraversa materiali differenti, trasformando lo spazio e la percezione del visitatore.
La ricerca di Stefano Paulon nasce dal disegno e dall’esplorazione della geometria come strumenti per ricercare ordine, equilibrio e sintesi. Dal segno alle architetture ideali, fino agli oggetti destinati agli spazi pubblici e privati, il suo percorso conserva una costante tensione contemplativa, trasformando la materia in uno spazio di riflessione.
Per 3LOGY – Design Week 2026, Paulon presenta oggetti concepiti come piccole architetture della percezione. Vetro, legno e cemento dialogano attraverso equilibri di trasparenza e peso, mentre elementi geometrici in foglia oro e argento emergono come nuclei di luce.
a cura di Stefano Paulon
Lo Studio Laruffa Bottinelli Avvocati Associati presenta LE TORRI DELL’ACQUA una Mostra di Armando Moneta
dal 6 Marzo al 3 Aprile 2026 (su appuntamento)
OPENING: Giovedì 5 Marzo | ore 18:00 – 21:00
R.S.V.P.: info@lbaa.it
Via Marcello Malpighi, 4
20129 Milano
Su appuntamento
Tel: 02 29 52 25 26
Il progetto avviato da Armando Moneta nell’autunno 2019, nasce da una riflessione visiva e culturale sulle torri piezometriche lombarde, architetture funzionali che nel tempo hanno assunto un forte valore simbolico e paesaggistico.
La ricerca di Moneta si propone di mappare e documentare fotograficamente tutte le torri dell’acqua presenti in Lombardia, con particolare attenzione alla loro collocazione nei contesti urbani e rurali e alle tipologie costruttive in cemento armato e muratura.
Questi manufatti, espressione dell’ingegno progettuale del Novecento, rappresentano non solo infrastrutture per la distribuzione di una risorsa primaria, ma anche presenze iconiche che dialogano con il territorio. Oggi, tuttavia, molte di esse risultano obsolete e sono destinate alla demolizione, rischiando di scomparire dalla memoria collettiva.
Il progetto intende dunque costruire una catalogazione sistematica delle diverse tipologie architettoniche e, al contempo, preservare la memoria storica del loro rapporto con il paesaggio contemporaneo.
Le immagini, realizzate con banco ottico 4x5”, escludono la presenza umana per restituire alle torri il ruolo di protagoniste assolute, in una serie di “ritratti ambientati” che ne sottolineano l’identità formale e la relazione con il contesto. Le stampe, eseguite su carta baritata fine-art, valorizzano la qualità espressiva del bianco e nero e il rigore compositivo che caratterizza l’intero progetto.
La ricerca è tuttora in corso e comprende attualmente circa 500 immagini, a fronte di una stima di circa 650 torri presenti sul territorio regionale.
Nato a Milano nel 1967, dove vive e lavora, scopre dopo le scuole medie le sue due passioni principali: fotografia e musica. Dopo il liceo scientifico si iscrive a Giurisprudenza, che abbandona per studiare fotografia al CFP Bauer, diplomandosi nel 1991.
Inizia subito l’attività professionale dedicandosi alla fotografia di scena e collaborando con Silvia e Roberto Masotti al Teatro alla Scala. Successivamente diventa per oltre dieci anni fotografo ufficiale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Intorno al 2000 lavora con un gruppo di musicoterapia, esperienza che sfocia in una mostra sul disagio mentale.
Nel tempo amplia il proprio ambito all’architettura e al reportage per istituzioni ed editoria specializzata. Parallelamente svolge per circa un decennio attività di consulenza aziendale in ambito qualità e formazione, competenze che confluiscono nell’insegnamento della fotografia avviato nel 2016.
Attualmente tiene corsi di ripresa analogica e camera oscura presso il CFP Bauer e organizza workshop di fotografia analogica e digitale. Nel 2022 è invitato al Festival della Mente di Sarzana per un laboratorio di fotografia creativa per bambini.
Musicista attivo dalla fine degli anni ’80 tra scena underground, jazz e sperimentazione, porta avanti anche una ricerca personale sull’immagine legata alla fotografia istantanea, esposta in mostre in Italia e Svizzera. Continua a comporre e suonare chitarra elettrica in progetti di musica creativa.
a cura di Stefano Paulon
Lo Studio Laruffa Bottinelli Avvocati Associati presenta RITRATTIANIME una Mostra Personale di Orazio Stasi a cura di Stefano Paulon
dal 19 Novembre al 17 Dicembre 2025 (su appuntamento)
Inaugurazione: 18 Novembre ore 18:00 - 21:00
R.S.V.P.: info@lbaa.it
Via Marcello Malpighi, 4
20129 Milano
Su appuntamento
Tel: 02 29 52 25 26
Nato a Tricarico (MT) nel 1956, manifesta fin da giovanissimo una profonda inclinazione per il disegno e la pittura, passioni che lo accompagneranno per tutta la vita. Dopo gli studi artistici, prosegue la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove approfondisce le tecniche pittoriche e matura una personale visione estetica che coniuga rigore formale e libertà espressiva.
Nel 1982 intraprende la carriera di libero professionista, dedicandosi inizialmente al disegno di tessuti. Il suo talento e la sua sensibilità cromatica lo portano ben presto a ricoprire il ruolo di direttore artistico presso la Mantero SpA, una delle più importanti aziende tessili a livello internazionale. Durante i dieci anni trascorsi in azienda, Stasi sviluppa una profonda conoscenza dell’evoluzione del gusto e dello stile, osservando da una posizione privilegiata i mutamenti del linguaggio visivo e delle tendenze estetiche.
Nel 1995 viene chiamato a Firenze da Gucci, che lo vuole come designer. Negli anni successivi consolida la propria reputazione collaborando con prestigiose realtà del design e dell’arte applicata, tra cui Emilio Pucci, Calvin Klein, Brioni, Bulgari e Richard Ginori, per la quale realizza collezioni di piatti e complementi d’arredo.
La sua esperienza lo porta a intrecciare rapporti di amicizia e collaborazione con alcuni tra i più importanti artisti e designer della scena milanese e non di fine anni Ottanta, come Frank Stella, Fiorucci, Keith Haring, un periodo di grande fermento creativo che segna in modo indelebile la sua poetica.
Oggi, attraverso la sua ricerca pittorica, Orazio Stasi continua a esplorare il dialogo tra forma, colore e materia, dando vita a opere figurative che raccontano la sua lunga esperienza nel mondo dell’arte e del design.
Vive e lavora a Como dal 1960.
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni
In occasione del Fuorisalone - Milano Design Week
2025
Porta Venezia Design District
7 aprile - 30 maggio 2025
Inaugurazione: Martedì 8 Aprile 2025, ore 18:00 - 21:00
R.S.V.P.: info@made4art.it
Via Marcello Malpighi, 4
20129 Milano
7 - 13 Aprile (Design Week):
11:00 - 17:00
14 Aprile - 30 Maggio:
Su appuntamento
Tel: 02 29 52 25 26
In esposizione all'interno degli spazi dello studio legale milanese una serie di opere a parete e installazioni rappresentative della produzione artistica di Stefano Paulon: contraddistinte da un rigoroso minimalismo basato sul rapporto tra figure geometriche e sull'alternanza del bianco, del grigio e del nero, oppure caratterizzate dalla totalizzante monocromia del nero, esse rivelano la volontà dell'artista di indagare, attraverso lo studio delle superfici e della forma, l'ambiente, i suoi confini spaziali e gli equilibri armonici che li governano.
Prove di severità e di rigore estetico, nell'incessante ricerca da parte dell'artista di un'arte in grado di possedere una sorta di "riconoscibilità universale".
Stefano Paulon (1963, Cernusco sul Naviglio - Milano) è artista, autore, designer e collezionista; vive e lavora tra Milano, Como e Finale Ligure. Parallelamente ad esperienze professionali nel settore del design industriale e del marketing, ha sviluppato un percorso artistico caratterizzato da una profonda ricerca sulla geometria tridimensionale e sulla relazione tra superfice, forma e spazio.
Inizialmente interessato al disegno al tratto e allo studio della figura umana, nel tempo la sua attenzione si è spostata verso la progettazione di complementi d'arredo e allo sviluppo di concept nell'ambito dell'illuminotecnica e dell'architettura. Il suo lavoro artistico si distingue per un linguaggio minimalista, dove la geometria diventa strumento di introspezione e comunicazione visiva, mirando a generare un senso di armonia ambientale e concettuale.
Le opere di Paulon sono caratterizzate da forme elementari, ridotte all'essenziale, che si relazionano in modo preciso e calibrato con lo spazio circostante. Ogni elemento, pur nella sua semplicità, invita lo spettatore a riflettere sulle dinamiche che intercorrono tra la solidità della materia e la sua percezione nello spazio. La ricerca si concentra non tanto sull'apparente complessità formale, ma sulla ricerca di un equilibrio perfetto, dove ogni forma trova il proprio posto e il proprio respiro.
Il colore nelle opere di Paulon gioca un ruolo altrettanto fondamentale. Il bianco della neve e del talco, il grigio della nebbia e del fumo, il nero del buio e dell'asfalto; questi toni evocano sensazioni di purezza, di transitorietà, di una bellezza essenziale che si nasconde nella semplicità. Ogni colore, scelto con precisione, non è mai solo un elemento decorativo, ma un segno che dialoga con la forma e lo spazio, conferendo un ritmo silenzioso e attrattivo a ciascuna composizione.
Le sue opere infine, per la capacità di instaurare un dialogo tra pieni e vuoti, tra luce e ombra, tra ordine e intuizione evocano un senso di contemplazione e spiritualità, con l'obiettivo di trasformare la geometria in un linguaggio sensibile che invita lo spettatore a una riflessione interiore di profonda religiosità e trascendenza. Oggi l'attività espositiva di Paulon interessa sia istituzioni pubbliche che private, sia in Italia che all'estero.
a cura di Stefano Paulon
Una mostra bipersonale di Laura Capellini ed Elisabetta Zatti, a cura di Stefano Paulon.
22 Gennaio – 27 Febbraio 2026
Inaugurazione: Giovedì 22 Gennaio 2026, ore 18:00 – 21:00
R.S.V.P.: info@lbaa.it
Via Marcello Malpighi, 4
20129 Milano
Da Lunedì a Venerdì, ore 9:00 – 18:00
(su appuntamento)
Tel: 02 29 52 25 26
Pactum Telluris evoca un patto primordiale tra essere umano, terra e memoria. La mostra mette in dialogo le ricerche di Laura Capellini ed Elisabetta Zatti, accomunate da una riflessione sulla terra come origine, materia viva e luogo di memoria.
Laura Capellini esplora l'estrazione e la rielaborazione del ricordo: attraverso roccia, fotografia e paesaggi interiori, la memoria diventa materia mutevole, aperta a nuove interpretazioni. Elisabetta Zatti lavora invece con la terracotta, trasformandola in un luogo intimo di custodia, dove ricordi, emozioni e vissuti prendono forma.
Le due pratiche si incontrano così tra custodia ed estrazione, memoria trattenuta e memoria trasformata. La terra diventa testimone e mediatrice di un dialogo che invita a riscoprire nella materia un luogo di confronto, cura e ascolto.
Artista visiva formata in Scultura e Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, sviluppa una pratica che si muove tra scultura, installazione e sperimentazione dei linguaggi visivi contemporanei. Lavora professionalmente come scultrice, collaborando alla realizzazione di opere e installazioni per artisti, scenografi, architetti e fotografi, in un dialogo costante tra materia, spazio e progetto.
Nel 2017 è co-fondatrice di Collective Concrete, collettivo di ricerca fotografica e artistica che indaga il senso attuale dell'immagine fotografica attraverso la stampa di immagini digitali su supporti tridimensionali, superando la bidimensionalità tradizionale e mettendo in crisi i confini tra fotografia e scultura.
La sua ricerca personale è incentrata sul concetto di paesaggio interiore, inteso come luogo di connessione tra esperienza individuale e dimensione naturale. Le opere si configurano come dispositivi di ascolto e di riflessione, invitando l'osservatore a un dialogo introspettivo e a una rinnovata consapevolezza del rapporto inscindibile tra corpo, memoria e elementi naturali.
Artista emergente, si avvicina alla scultura da autodidatta, costruendo la propria voce espressiva in totale autonomia. Il materiale eletto è l'argilla, lavorata esclusivamente a mano e lasciata al naturale, senza interventi pittorici, in un rapporto diretto e primario con la materia.
I soggetti traggono origine dalla natura e dall'esperienza interiore: volti femminili, paesaggi, boschi intesi come luoghi di attraversamento – spazi simbolici in cui l'oscurità diventa passaggio necessario per raggiungere la luce – e animali, incarnazione di una forza istintiva legata al corpo, allo spirito e ai processi di rinascita.
Le opere assumono spesso la forma del vaso, non concepito come oggetto funzionale, ma come contenitore simbolico di memorie, emozioni e desideri. Ogni lavoro accoglie frammenti di vissuto personale, trasformando la materia in racconto e testimonianza. Le esposizioni finora realizzate hanno riscosso un significativo consenso, confermando la forza comunicativa di una pratica intima e autentica.
6 febbraio - 15 marzo 2025
Giovedì 6 Febbraio 2025 alle 18:30 - Su
invito
Dal 7 febbraio su appuntamento | info@made4art.it
Via Marcello Malpighi, 4 20129 Milano
da Martedì a Venerdì: 15:00
- 19:00
Sabato e Domenica: 11:00 - 18:00
Lunedì: CHIUSO
25 Novembre 2024 - 27 Gennaio 2025
Via Marcello Malpighi, 4 20129 Milano
Mercoledì 17 Aprile alle 18:30
Via Marcello Malpighi, 4 20129 Milano
Monday - Friday:
09:00 - 13:00 + 14:30 - 18:00
Saturday - Sunday:
CHIUSO